Pensieri della sera che magari non parlano sempre di amore

Fermati

Fermati.
Che affannarsi a rincorrere qualcosa, non per forza ci fa giungere subito alla meta.
Fermati.
Non c’è errore nel fermarsi; nel riprendere fiato, nel ricalcolare la rotta.
Fermati.
Che nessuno ti giudicherà realmente. Vivi la tua vita per come hai bisogno di viverla.
Fermati.
E non giudicarti, che a volte un passo indietro precede cento passi avanti.
Fermati.
Che non sei una macchina e che, a volte, anche le macchine si fermano.
Fermati.
Perché potresti sbagliare strada, perché potresti davvero sbagliare qualcosa.
Fermati.
E prenditi il tuo tempo, perché è tuo e nessuno te lo deve togliere.
Fermati.
Che il destino è scritto, e quella pausa era già stata messa in conto.
Fermati.
Perché devi volerti bene.
Fermati.
E consigliati di fermarti come lo consiglieresti alle persone più care quando le vedi boccheggiare.
Fermati.
Vai nel punto più alto e guarda la bellezza del panorama, respirando a pieni polmoni.
Fermati.
Trova il tempo per dormire, per tornare a sognare, per sentire le emozioni.
Fermati.
Trova il tempo per capire, per scoprire chi c’è sotto la tua maschera e quella di chi ti circonda.
Fermati.
E fai il punto della situazione, respirando lentamente.

Hai tutto il tempo del mondo.

E dopo che lo avrai fatto.
Riparti.
Ricomincia.
Goditi il viaggio in tua compagnia.
E solo allora, neanche tu saprai come è che sei riuscito ad arrivare a destinazione.

Pensiero e sentimento, Racconti, Racconti & Poesie

Questioni di film

Eccoti il tuo dvd.
Me l’hai prestato, lo rivolevi. Anzi, me l’avevi regalato e poi l’hai rivoluto.
Il tuo cd e il tuo amore.
E quindi eccolo, libero di tornare a casa tua: nella tua libreria con tutti gli altri film.
E lì c’è anche il mio dvd, quello che ti ho regalato perché quella sera al cinema, il film ti era piaciuto tanto, stranamente. E allora eccomi il giorno dopo alla Feltrinelli a comprartelo.
Quei soldi, i miei risparmi in giorni di magra, per te, per il tuo sorriso, per il nostro amore. Capisci? Era tutto un investimento per il nostro amore. E ho investito i miei desideri, i miei progetti, il mio tempo, la mia vita per un sogno che non ne aveva, di vita.
Cosa sono pochi anni in confronto a tanti anni?
Cos’è amare un uomo che una mattina si sveglia con il piede sbagliato e capisce che non ti ama più?
Io lavoravo tanto, guadagnavo e tu smettevi di amarmi.
Io smettevo di lavorare tanto, guadagnavo meno, ti amavo di più e tu ti accorgevi che non mi amavi. Ma che “non che non ci tenga a te, non che non ti voglio, perché in fin dei conti tu sei mia”. No, amore, di tuo c’era solo quell’ultimo dvd che ti apparteneva e di mio c’era quell’ultimo dvd che insieme al cuore, diedi a te.
Ed è tutta una questione di film, alla fine, penso io: tu amavi gli horror, i thriller, gli spara tutto. E anche se i thriller mi andavano bene,  io ero più per i sentimenti, l’intelligenza, la passione, qualche lacrima e qualche risata: io ero sempre per la vita.
Perciò,  sai quella piccolissima differenza tra me e te di cui ti accennai un giorno, dopo aver visto “Dorian Gray”?  Quel giorno non mi ascoltasti, lo so, pensavi ad arrivare in tempo per guardare la partita. Eppure oggi te la riassumo così: che quel dvd te lo puoi riprendere. Sì, tu conservati pure il tuo “Saw l’enigmista”, ma io, in quella tua fredda libreria, ti voglio lasciare comunque un briciolo di sentimento.
Perciò eccoti “Via col vento”, te lo puoi proprio tenere.

E detto ciò: “…francamente, me ne infischio”.

Dialoghi, Racconti, Racconti & Poesie

Il telefono

Servirebbe un telefono, un semplice telefono per comunicare con luogo sconosciuto e molto lontano.
Uno di quelli senza fili, perché i fili non raggiungerebbero quella distanza.
La ricezione dovrebbe essere così tanto potente da riuscire a prendere, da farti sentire bene e squillante la mia voce o meglio, da farmi sentire di nuovo bene e squillante la tua.
Aprirei la rubrica o nella ricerca metterei il tuo nome, come si fa ormai con tutti i telefoni del mondo, e poi tasto verde: fino a che mi rispondi.
A-Sei tu?
B-E certo! Hai chiamato me!
A-Ma come, lassú prende?
B-E allora perché hai usato il telefono se non ci credi.
A-Beh, ma non mi aspettavo che rispondessi… Tanto che tra le mille cose che ho da dire, ho come il blocco per lo scrittore, non so da dove cominciare.
B-Parti dalle tue novità: anche se le so tutte.
A-Beh mi sono laureata.
B-Sí, lo so, brava!
A-Beh, mi sono laureata una seconda volta, ma non in Italia e ho pubblicato un libro di poesie che fortunatamente papá non ha letto (credo).
B-Sí, so anche questo.
A-Sai se non lo ha letto?
B-Quello non è compito mio dirtelo, ma so del tuo libro e del master.
A-Ah ok, giusto.
Ogni tanto penso che voglio tornare a casa, per rivedervi tutti. Ma poi ci penso meglio e quasi non vorrei tornare più.
B-Perchè?
A-Perchè tu non ci sei.
B-Che sei esagerata! E allora con chi stai parlando?
A-Sí, lo so… ma non è proprio la stessa cosa.
B-Nica, come vedi so tutto di te, anche molto più di quello che non racconti. Siamo qui che parliamo con questo telefono senza fili. E tu senti bene la mia voce, è vero?
A-Si, è vero.
B- Lo vedi che allora questo nuovo telefono che ho voluto, funziona? Se vuoi che funzioni, funziona.
La mia voce si sente bella e forte e la puoi sentire ogni volta che vorrai.
Che poi per te non sia la stessa cosa, è perché si tu l’esagerata!
A-Quindi ti potrò continuare a chiamare gratuitamente ogni volta che vorrò?
B-Gratuitamente non lo so, però servirà soltanto che avrai sempre il cuore disposto ad ascoltare. E comunque non mi chiedi come sto?
A-Giusto, scusami. Come stai? Ti trattano bene lassù?
B-Non mi posso lamentare e poi ho la vista migliore. La mia camera da letto da sul mare e vedo da qui l’Isola delle femmine.
A-Quindi rimani sempre in zona, dopotutto.
B-Sí, dopotutto. Ora se hai finito con l’interrogatorio io ritorno a vedere “Sentieri” (che, assurdo ma vero, da quassú prende da oltre trent’anni ) e tu devi tornare a studiare!
A-Signorsí! Prima di richiamarti, ti manderò  un messaggio la prossima volta: vediamo se arrivano anche quelli fin lassú! Adesso peró ricordati di chiudere con il tasto rosso la chiamata o sennò chiudo io.
B- Ave ca l’ho imparato, che posso insegnare io a te! Ciao Nica!