Racconti, Racconti & Poesie

Sul Pellegrino

Se per un giorno, questo mondo fosse abitato soltanto da romantici e sognatori, allora ti direi di incontrarci domani a mezzanotte su quel monte che protegge Palermo e il suo mare.
Lí, sul belvedere del Pellegrino, segretamente si incontrano gli amanti che vogliono contemplare il futuro, guardando le stelle, a mani intrecciate.
E allora io lo scelgo, come palcoscenico del nostro incontro, pronto ad avvolgerci mentre noi stessi ci avvolgiamo e ci riscaldiamo nel nostro abbraccio, tra le stelle e il buio, su uno sfondo cielo-mare.

Racconti, Racconti & Poesie

Dormirci addosso

Con te farei una delle cose che preferisco al mondo: dormirei.
Banale, dici?
Ti sembra banale accoccolarci sotto le coperte calde, dopo la corsa per aver spento la luce?
Accendere il pc, scegliere il film su Netflix e sistemare la mia testa sul tuo petto?
Poi tu mi avvolgeresti con il tuo braccio, io intreccerei le mie gambe con le tue e mi daresti un bacio in testa, che io ricambierei sulle labbra.
E da quella posizione, mi muoverei solo un attimo per prendere velocemente quel pacco di Pop-corn che deciderei di farti trovare quella sera.
Tireremmo fuori le mani dal piumone solo per mangiare ed io, probabilmente, per lanciarti qualche pop-corn addosso; magari, uno o due, giusto per inquietarti e non farti addormentare davanti al film.
Ma si sa come andrebbe a finire: che dopo poco più di mezz’ora e a cibo finito, mi ritroveresti tutta rannicchiata verso di te a dormire, mentre tu mi stringi e ti finisci di guardare il film, in pace.
Dopo, una volta terminato, abbasseresti lo schermo del pc e, senza svegliarmi, mi sposteresti con delicatezza dal tuo petto, per poggiare il mio Mac sul comodino.
Io a questo punto mi girerei nel sonno, e allora tu, invece di tornare nella posizione di prima, mi abbracceresti da dietro, diciamo a cucchiaino. Finché, coccolato dal profumo dei miei capelli, ti addormenteresti anche tu.
E infine, l’indomani mattina, dopo altre coreografie cambiate nella notte, nell’aprire gli occhi, vedrei come prima cosa le tue braccia a proteggermi, da quella nuova posizione; il tuo braccio sui miei fianchi che termina con le dita intrecciate alle mie, e la tua testa addormentata sul mio petto.
E ti posso assicurare che quello sarebbe l’amore più bello che avremmo fatto da quando finalmente ci amiamo.

Pensiero e sentimento, Poesia, Racconti & Poesie

Sulla panchina vista mare

Non posso restare, ho un treno da prendere.
Davvero, non so come dirtelo, devo andare tra pochi minuti.
Lasciami la mano, lasciamo questo posto, devo correre in stazione.
Ho il futuro che ha acceso i motori, c’è una porta aperta e non lo rimarrà a lungo.

No, davvero, non posso restare.
Non guardarmi con quegli occhi. Meno male che non parli!
E non metterti pure a parlare per dirmi di non andare,
che non potrei sopportare anche le tue parole.

Già mi basta quello sguardo pieno di nuvoloni.
Già lo sento dal freddo che ci avvolge, mentre il tempo corre.
E ho il cuore come mare in tempesta, se mi afferri il polso.
E le mie gambe sono pietra, finché mi trattieni ancora.

Fingi che io non esista, che sia solo una sconosciuta.
Che oggi, per caso, ti sei trovato in quel caffè e allora mi hai incontrata.
Come, dopotutto, ogni giorno intravedi tante persone e te ne innamori,
mentre stanno sedute a un tavolino a leggere un libro e sorseggiare caffè, come me.

Ma a me non amarmi, non farlo, ti prego, che il futuro non ci vuole.
E lascia stare la nota a piè di pagina che ho segnato a matita: “carpe diem“;
é solo roba antica, non la leggere, non mi ci fare credere.
É il frutto di un destino che di mestiere è sempre stato romanziere.

Forza, lasciami la mano, abbandona questa testa, sciogli il nodo dal mio cuore.
Sblocca le mie gambe, fammi tornare in un mondo dove non posso incontrarti.
Liberami dalla tua esistenza, liberaci dal nostro ricordo.
Fammi prendere quel treno, sì che voglio prenderlo, anzi, portamici tu.

E non guardarmi così,
smettila di guardarmi così,
che se lo fai, il piede rimane ancorato a questa terra.
Ed io ancora, ancorata a te.

e allora:
lasciami,
liberami,
abbandonami,
scioglimi,
Amore.

E ti prego di sbrigarti:
che io sono un’attrice, e recito solo il tempo di uno spettacolo.
Ma ormai è quasi sera: sento le forze esaurirsi, la mia maschera cadere.
Sto per rimanere nuda, e tu vedrai la mia vera faccia e i miei pensieri.

E allora ti dico che non voglio partire, non lasciarmi andare.
Che mentre la gente si saluta davanti a un treno che fuma in partenza,
noi teniamoci ancora stretti, e così saliamo sul nostro,
dal momento in cui mi baci, su questa panchina vista mare.

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Parlarti

Ti parlo
tra chilometri e città
tra impegni e altra gente
tra feste
tra uscite
e risate finte.

Ti parlo
nelle sere fredde, da soli, dopo cena.
La mattina, appena sveglia, prima del caffè.
E poi in macchina, con quel drink di troppo
che mi intorpidisce il corpo,
ma risveglia le parole.

Ti parlo ancora
mentre guardo il cielo e la nuvola si allontana.
Davanti al mare, sui ciottoli che fanno male.
Guardando un film, quello che piace a te.

E tu non ci sei.

E vedi, il dramma è questo:
io ti parlo e tu non sei qua.
Eppure so che anche se lontano,
puoi sentirmi.

Ed è proprio per questa mia irrazionale certezza
che io continuerò a parlarti.

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Fermami

Sai che se non mi fai fermare, io continuo a girare.
E vago
e mi muovo
e cerco
e cambio.
Basterebbe un solo accenno,
un solo sguardo;
che con gli occhi mi dicessi: ” adesso basta con i giri.
Vieni a casa, ritorna verso un porto sicuro.
Che se anche non dovesse chiamarsi come il luogo da cui sei partita,
ti prometto che ti darà le stesse emozioni e lo stesso calore…
perché sarai con me. “

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In questa bolla

Silenzio.
Metti il muto al tuo concerto di pensieri rumorosi.
Falli tacere tutti e guardami.
Lascia che i colori dei nostri occhi si mescolino.
Lascia che lo sguardo crei un ponte tanto forte quanto le nostre braccia che si stringono.
Cerca di mantenere questo stato di equilibrio sino a creare una bolla;
una bolla che divide me e te
dal resto del mondo.
Qui nessuno ti vede, tranne me.
Qui nessuno ti sente, tranne me.
Qui dentro nessuno ti giudica,
nessuno ti colpisce.
Puoi toglierti la maschera,
Puoi essere te stesso.
Ora, ritorna ai miei occhi
che ormai hanno preso il riflesso dei tuoi.
Perditici.
Hai il diritto di perderti;
perché a ritrovare la strada,
Ti aiuterò io.