Pensiero e sentimento, Poesia

Una canzone che non esiste

É andata così,
vile, vile, vile che sono.
Lasciarti andare, vederti sempre più piccolo,
mentre rimango in silenzio.
Ma giuro che invece parlo, urlo, grido, scalpito
dentro di me, dove ribolle la lava.
E la rabbia e i rimorsi, quelli contro di te, quelli contro di te.

Chissà se fossimo due sconosciuti, chissà se ci fossimo mai messi a parlare.
Magari mi regaleresti nuovamente quello stupido fiore bianco,
e forse mi sposteresti ancora i capelli dal viso, chissà.
Ed io, stronza, probabilmente ti crederei di nuovo
e chissà se alla fine questo amore non si tramuterebbe sempre in dolore,
in una partenza, nella distanza.
Ed il silenzio che ritorna dentro le nostre urla.
E tu, io, i nostri abbracci sfumati in una coltre di sabbia.

Che cosa siamo noi, se non ricordi sbiaditi?
A che serviamo, amore? A che serviamo?
Siamo ormai delle foglie morte, rimasuglio di emozioni spente dalla pioggia torrenziale dei nostri ma.

E tutti quanti i perché, che come mura ci hanno bloccato il cammino.
E tu dove sei, adesso?
Ed io dove sono, adesso?
E scusami, scusami se le distanze sono incolmabili.
E scusami, scusami se non so dirti addio.
E scusami, scusami se ti ho ferito.

Ed è meglio così, che questa è solo una canzone che in realtà non esiste.

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Pensiero e sentimento, Racconti & Poesie

Le forbici

Piccolina,
se questa persona si volta male nei tuoi riguardi, non ti ama.
Se si ostina a non parlarti per tre giorni, non ti ama.
Se è dolce un giorno, ma ti tiene il broncio al primo nonnulla, non ti ama.
Se ti limita nelle azioni e nel pensiero, non ti ama.
Lui è un compagno: ti dovrebbe “accompagnare”, dandoti quella dannata mano, e non menarti verbalmente, psicologicamente o chissà magari fisicamente, con quella stessa mano che ti toglie a suo piacimento.
Tesoro, hai 18 anni, la vita è un uragano di colori e libertà: è fatta di ferite, di lezioni apprese, di cose da perdere e altre da trovare.
Se quella persona -che tanto dice di amarti- ti minaccia che sarai tu a perdere lui, non ti ama.
Se quella persona -che tanto dice di tenerti sul palmo della mano- ti toglie il sonno, la fame, l’aria e la tranquillità solo perchè hai salutato un tuo amico, non ti ama.
Se quella persona fa la vittima, ti dice che fai schifo, ma poi ti abbraccia, non farà altro che decidere quale sarà il tuo prossimo umore in base al suo, ma fidati che nemmeno quello è amore.
É una persona malata che ti trascinerà in questo vortice di follie; modificherà la tua bella testolina e spegnerà il tuo sorriso e i tuoi sogni, uno ad uno.
Ti farà ritrovare sola, farà in modo di essere lui tutto il tuo mondo e quando non gli andrà, sparirà dalla tua vista, così perchè quel giorno si sarà svegliato male.
Asciugati quella lacrima, cucciola mia, che sei libera se te ne accorgi – e poi ti puoi anche arrabbiare tantissimo- pensando che il  filo che ti lega non è fatto di amore, ma è pura violenza. Arrabbiati e taglialo con tutta la forza che hai, perché lo sai che succederà?
Se, infine, un giorno vorrai prendere il volo, seguire il tuo percorso – specie in tempi come questi in cui il trovare lavoro spesso coincide con il lasciare la tua cameretta lontano da Stoccolma-, fallo: l’amore non sta negli occhi.
E se te ne vai e continui a sentire il calore nel cuore, ma tornando trovi la casa vuota: tranquilla piccolina, sei stata coraggiosa e quella persona -che non ti amava- ha fatto l’unica cosa buona per te: lasciarti andare.
Ecco le forbici, ora sta a te tagliare.