Pensiero e sentimento, Racconti, Racconti & Poesie

Come una gatta sul davanzale

Se fossi una gatta, starei tutto il giorno affacciata alla finestra. Da lì, osserverei il mondo ricoperto di alberi rigogliosi e di cespugli di fiori, che disseminano l’ombra nella montagna sulla quale poggia la mia casa ormai abbandonata.
Vedrei il passare delle stagioni e con loro, quello degli uccelli, mentre di tanto in tanto verrei ammaliata dalle serenate degli altri gatti che per caso passerebbero di lì.
Se fossi una gatta avrei il tempo di comporre nella mia testa tante poesie: sarei una gatta riflessiva e malinconica. Mi nutrirei di intensi silenzi, accompagnati dal respiro della sola natura; darei amore solo a chi direi io, e lo darei tutto, incondizionatamente.
Mi mancherebbe soltanto la capacità di parlare, di esprimere i miei pensieri a parole; eppure utilizzerei gli occhi e la coda, per ammaliare, addolcire o fare scappare.
Se fossi una gatta, sceglierei sempre di vivere la mia vita appoggiata al davanzale di quella finestra al di sopra di un mondo incontaminato: non ci sarebbe nessun mare all’orizzonte questa volta, soltanto il cielo sterminato e neanche l’ombra di un essere umano.
Nella mia quiete, vivrei in pace e libera, senza rancori e senza dolori. Solo io, i miei sommessi miagolii e con la compagnia della luna che ogni sera verrebbe a diffondere di luce notturna il mio paradiso in terra.
Ma non sono una gatta, sono una donna, la mia finestra da sul mare e i miei pensieri vengono scritti su un foglio di carta stropicciato. E questa carta bianca con degli schizzi neri, un giorno probabilmente volerà spinta dal vento, fino a raggiungere le pendici di una montagna con una casa abbandonata
; nella finestra si vede una gatta nera che in silenzio osserva il concerto del mondo e le danze degli umani che riempiono con le loro giravolte la visuale ai suoi piedi.