Pensiero e sentimento

Manifesto egoriferito

Mi piace vestirmi di bianco, con abiti lunghi, in ricordo di stili lontani. Agghindo il mio corpo con anelli, bracciali e orecchini, mentre la mente si impreziosisce di riflessioni e tanti libri, proprio come le donne hanno sempre fatto nel corso della storia. E con i capelli sciolti, spesso in balia del vento, continuo a richiamare in cuor mio quelle donne greche o egiziane, nell’attimo in cui si fermavano ad ammirare anch’esse il mare al tramonto.
Sono figlia di tante generazioni, di donne e di uomini di lingue diverse e passioni potenti.
Sono il frutto delle ere, delle età, dei pensieri, delle letture, delle melodie e delle terre che hanno calpestato.
Sono un granello di sabbia nella storia, al centro di altri granelli di sabbia che continueranno questa stirpe che perde le sue origini nel tempo.
Sono una Gradiva che avanza tra le rovine di Pompei; la fotografia in bianco e nero di una donna senza nome e con una storia dimenticata che ha bruciato le sue carni, toccando inconsapevolmente la psiche di chi l’ha succeduta.
E con queste riflessioni, mentre la gonna e la chioma continuano a ondeggiare al vento, fisso il mare dal terrazzo della mia casa.
Sono la figlia lontana di quella donna dal nome ormai perduto che si affacciava dal suo castello in attesa che il sole tramontasse dietro l’isolotto in balia dei flutti.
Sono il risultato delle scelte e dei destini di tutti coloro che mi hanno preceduta in un conto alla rovescia, in un viaggio a ritroso, tra le maree infinite del tempo.

Racconti

No

Orfeo,
non ti è permesso voltarti indietro.
Siete liberi, potete andare, ma non la devi guardare.
Comprendi?

Ti fidi, Orfeo?
Euridice è dietro di te,
ti tiene la mano e segue il tuo piede fino alla luce.
Ma tu frena la tentazione e bada a non voltarti,
sennò l’Ade la richiama a se’
e io, Persefone,
non permetterò un secondo lasciapassare.

Orfeo,
pensa al futuro,
alla tua musica,
all’amore che ti ha condotto da solo tanto in basso
per permettervi di risalire in due così in alto.
E tu, immaginati già lí; la metà che ritorna ad essere intero,
nuovamente insieme ad assaporare la fresca rugiada del mattino
come se la notte non fosse mai calata su di voi.

Eppure, tutto ha un costo, perfino nell’aldilà.
Non girarti Orfeo.
Se vuoi vivere in quel futuro che hai assaporato con il tuo sguardo interiore,
non voltarti.
Un sacrificio in più, un piccolo passo ancora e i raggi del sole torneranno ad accarezzarvi le braccia infreddolite.
Non temere l’incertezza, non basarti sugli occhi, sulle orecchie, sui sensi.
Ascolta al di là delle tue percezioni da umano,
perché una volta disceso negli Inferi, sei simile a un dio che è risorto
e, come tale, devi trascendere le tue false sensazioni.

Non ti voltare, Orfeo.
Ti fidi?
Di me, di te, di lei,
ti fidi?
Non voltarti, Orfeo.
Ti fidi?
È Euridice, Orfeo.
Ti fidi?

Pensiero e sentimento, Poesia

Per i sognatori come noi

Noi,
ammiratori del sole che lascia il posto alla luna,
non smetteremo mai di sognare
nel guardare la scia rosa che ci regala il tramonto.

Ad ogni giorno che si fa notte,
ad ogni preoccupazione che lascia il posto alla speranza,
così impavidamente
e ancora eternamente.

Noi,
che siamo coraggiosi, scrittori, lettori, amanti, artisti, pensatori, romantici
non arresteremo mai la corsa travolgente dei nostri sogni;
quel che di indole ci basta per continuare a impreziosire la nostra anima antica.

Così impavidamente
e ancora eternamente.

Buona Estate
cari lettori

Pensieri della sera che magari non parlano sempre di amore

Oops! I did it again

Bologna, Luglio 2020

Non è la prima volta che lascio libri in giro per le città, così per dare anche il mio piccolo contributo alla diffusione della cultura.
Cominciai anni fa a Barcarello, quando mi allontanai timidamente da quel libro solitario, poggiato su di una panchina davanti al mare.
Successivamente, decisi di rifarlo a Parigi e allora lasciai un’altra raccolta di poesie sulle rive della Senna.
Di nuovo, nascosi un altro libro a Plaza Catalunya, nella mia adorata Barcellona, la sera prima di andarmene definitivamente.
Finché, di recente, in quella settimana in solitudo che ho deciso di passare a Riccione, l’ho ringraziata per l’accoglienza, regalandole questo libro in un punto della sua spiaggia al tramonto.
E adesso, tocca a Bologna. Dopo sette mesi e mezzo in cui è stata la casa che mi ha protetta, non potevo andarmene a mani vuote.
Così ho preso una delle copie de Le Pagine del Poeta, a cui io stessa ho contribuito, per lasciarla da qualche parte vicino a Piazza Maggiore e al suo Cinema Ritrovato. Il pensiero è uno: credendo nel destino e nella sincronicità, so che anche questo libro di poesie e le sue parole arriveranno esattamente nelle mani di colui a cui erano da tempo destinate.

Ma sono stata seria abbastanza.
Vi lascio dunque il link con il video del “dietro le quinte” con i miei bloopers di un minuto sull’ardua scelta della dedica da scrivere, tra Mina e capelli al vento, fino al momento del posa e scappa finale.

Grazie a voi che mi continuate a stimolare nella scrittura e nella divulgazione dei pensieri in forma di parole che germogliano negli animi di chi -per puro destino- si ritrova a leggerle.

Pensiero e sentimento

Anima Antica

Non è Penelope e nemmeno la figlia del vasaio Butade.
È la mia ombra allungata che ammira il tramonto dalla spiaggia.
È l’immagine della mia anima antica, colta nella sua eterna attesa,
mentre continua a fissare l’orizzonte in un punto infinito del mare. 
È l’ombra di chi, nel mentre che aspetta,
non vede il mare come una barriera divisoria,
ma come un ponte da attraversare in qualunque modo
per raggiungerti.

Poesia, Racconti & Poesie

Una volta e mai più

Ti prometto:
ti amerò una volta e mai più.

Una volta sola
che duri un giorno o una vita intera,
Una notte o tutta la mia esistenza.
Nel vortice del tempo, di anime, di mondi,
Io ti amerò una volta sola.

Cercherò fra tante anime la tua
e la riconoscerò tra la nebbia e il vento,
nonostante il vuoto, il buio e il pianto.
Al di là dell’assenza, della tua mancanza,
oltre le mura del mio dolore.

Ti amerò una volta sola e mai più.
Che una volta smesso di amarti, non sarò più io.
Io che prendo forma, nutrendo il mio spirito di questo amore.
Con in mano il mio cuore, qui dichiaro:

Ti amerò una volta e mai più,
Che dopo di ciò, sarà tutto finito:
questo mondo, la mia esistenza, tutto lascerà il posto all’ignoto;
a nuove vite che ci troveranno distanti, distinti, sconosciuti.

Ti amerò una volta e mai più.
Dopo di ciò, il nulla.
Lo giuro.

Pensiero e sentimento

Ondivaga

Sono a letto e fuori piove.
Ho terminato di leggere “Affinità Elettive”, e così Goethe mi ha dato la buonanotte un’ultima volta.

Ho ancora il piumino leggero; qui a Bologna il cielo è stato uggioso, anche se a tratti soleggiato.
Un tempo Ondivago direi.

Che bel termine “Ondivago”; da quando l’ho sentito, mi sono chiesta come fosse possibile amare una parola.
Ondivago è un’altalena, il movimento costante, un’oscillazione che sconvolge la retta.
Ondivago emana tinte blu mare, blu cielo, blu malinconia.
Ondivaga è l’onda che sbatte sullo scoglio della mia terra, è il giorno che si scambia a intermittenza con la notte.

E intanto i giorni passano insieme ai mesi.
E nel mentre che il fiume scorre, io rimango qui, nascosta tra queste coperte.
Il blu di cui ho bisogno, lo abbraccio guardando il cielo sopra di me e che fa da tetto alle ritrovate camminate; mentre ad accompagnarmi, ci stanno innumerevoli pensieri -anch’essi ondivaghi- che mi permettono ogni volta di volare verso altri luoghi.

Spengo la luce del mio comodino; la pioggia continua a cadere in questa città tanto a nord del mio sud.
Chiudo gli occhi e sento il mare.
Sono altrove.
Sono a casa.

Buonanotte,
fuori sede.

Poesia, Racconti & Poesie

E noi

E le nostre diversità
E tutta la distanza
E chilometri di autostrade
E file infinite di lampioni a dividerci.
Irraggiungibili
Siamo irraggiungibili.

Poesia, Racconti & Poesie

Prima di vederti oggi

In quante altre vite ti ho incontrato, prima di vederti oggi?
Quante altre volte ci siamo presentati, guardati negli occhi, stretti la mano?
Quanti nomi ti ho detto che mi sono appartenuti?
E quante altre volte l’hai fatto tu?
Ma il carattere, la tua personalità, 
quelli sono rimasti sempre gli stessi,
lo sento.

Giusto, è vero, io non ti conosco;
non ti avevo mai visto in questa nuova vita, 
prima di adesso,
qui, dove ci stiamo finalmente imbattendo l’uno nell’altra
ancora un’altra volta, seppur per la prima volta.
Ebbene, io ti conosco.
Sì, ti ri-conosco adesso che mi parli
e la tua voce comincia a sembrarmi familiare,
nonostante non l’abbia mai sentita. 

Tu, con quel sorriso così sincero e gli occhi profondi;
se solo potessi entrare in quell’azzurro
e percorrere a ritroso tutta la loro profondità,
probabilmente viaggerei nel tempo,
ripercorrendo ogni tappa della nostra esistenza,
fino al momento in cui ci siamo innamorati.

In quante vite ti ho incontrato, ancora?
Quante altre volte ci siamo ri-conosciuti?
Il destino, amico o nemico, ha sempre fatto incrociare i nostri passi?
E se anche avessimo vissuto una sola vita senza ri-conoscerci,
quella sarà stata una vita vuota, insignificante, sprecata?
Sono certa di sì:
che vita era anche solo la mia,
prima di sentire queste vene così elettriche risvegliare ogni parte del mio corpo?
E lo vedo, come ti sei acceso anche tu,
da quando mi parli, pur senza parlare.

In quante altre vite ci siamo riconosciuti?
E sopratutto,
quella prima volta in assoluto che l’esistenza ci ha plasmato entrambi,
in due uniche metà create per combaciare,
l’abbiamo capito subito
o abbiamo sprecato del tempo,
o abbiamo dovuto buttare altre vite vane,
fingendo di non sentire,
fingendo di non ri-conoscerci?

In quante altre vite ci siamo ri-conosciuti?

E in questa?

Pensieri della sera che magari non parlano sempre di amore

NOT TO DO List

• NON bere disinfettante durante il giorno: nel #mantenersiidratato lifestyle va ancora di moda l’acqua.
• NON fare aperitivo col disinfettante -il Martini col disinfettante: no buono-.
• NON brindare nemmeno per il 25 aprile con shot di disinfettante mentre canti Bella Ciao, affacciato al balcone.
• NON tentare di lavare via i peccati ingerendo il disinfettante al posto dell’olio per condire l’insalata.
• NON credere che il disinfettante ti trasformi in una persona migliore.
• NON usare il disinfettante al posto della doccia: come per il deodorante, serve comunque lavarsi, sennò significa che rimani sporco.
• NON fare riti di sangue che sanciscono l’amicizia tra te e il tuo besty, iniettandovi del disinfettante. Al massimo cambia best friend, che un cervello in due non lo fate.
• NON iniettarti comunque disinfettante endovena come scopo ludico, ricreativo, con amici in videocall e nel desktop uno sfondo di Piazza Verdi (Bo) o Vettovaglie (Pi).
• NON curare le seguenti tipologie di malesseri: raffreddore, celiachia, preciclo, ciclo, vene varicose, lato b floscio, emicrania, overdose da Netflix, con il disinfettante. Se non cura quelle, figuriamoci il Covid in tutte le sue forme.
• NON ascoltare Barbara d’Urso al suo prossimo tutorial.
• NON considerare Trump come un sedicente medico-scienziato-avanguardista. La sua verve non appartiene alla categoria “genio e sregolatezza”: è proprio stupidità.

E infine

• NON ascoltare Salvatore Aranzulla mentre ti fa un tutorial su come NON usare il disinfettante.
Perché, in quel caso, stavolta mi offendo.

Oggi con ironia