Poesia, Racconti & Poesie

La Buonanotte

Buonanotte mi disse
Buonanotte gli dissi
Ed andammo a dormire in luoghi lontani.
Poi andammo a cercarci per boschi dispersi
E ci perdemmo, senza più ritrovarci, tra le dune dei deserti.
Buonanotte gli dissi
Buonanotte mi disse
E non sapevamo ciò che stavamo facendo.
Era un addio, un arrivederci o un aspettami che torno?
Erano fiori, erano lacrime o calci e promesse?
Buonanotte mi disse
Buonanotte gli dissi
Ed i giorni diventavano secoli che cavalcavano
E le parole foglie gialle che, via via, cadevano
E le notti promemoria fatti di stelle che perdevano luce
sopra le colline ondulate nell’oceano di sabbia.
Lui era sperduto tra le dune del deserto
Io era immersa tra le onde del mare
Non ci saremmo più incontrati a mezzanotte sull’orologio del cielo
Non ci saremmo più tenuti stretti sotto l’aurora boreale.
E per cui
Buonanotte mi disse
Buonanotte gli dissi
Ed il tempo non era più sogno, ormai
E la realtà, dopo l’ultima notte, tornava ad aspettarmi.
Ed io mi sarei dovuta risvegliare, l’indomani.
E così buonanotte gli dissi
E così buonanotte mi dissi.

Poesia, Racconti & Poesie

E noi

E le nostre diversità
E tutta la distanza
E chilometri di autostrade
E file infinite di lampioni a dividerci.
Irraggiungibili
Siamo irraggiungibili.

Pensiero e sentimento, Poesia

La guerra mondiale

Magari oggi non sorriderò e parlerò poco.
O chissà, magari domani farò battute e sembrerò goffa.
Ma tu che mi guardi da fuori, prendimi la mano sia oggi che domani.
Nella testa ho una guerra mondiale che concentra tutte le energie per ricaricare i cannoni di paura e paranoia.
Eppure
, tu che sei fuori, stai sicuro che questo non lo vedrai;
al massimo noterai del vapore fuoriuscire dagli occhi o forse ti sembrerò stanca, ma non sentirai urla, né pianti.
Perché non ne farò.

Quindi fa’ piano, tu che mi vedi sorridere sull’orlo di una battuta tra le luci della notte.
Che mentre mi cibo della tua compagnia, tu, caro amico mio,
stai curando un po’ della mia malinconia.

Pensiero e sentimento, Poesia, Racconti & Poesie

Sulla panchina vista mare

Non posso restare, ho un treno da prendere.
Davvero, non so come dirtelo, devo andare tra pochi minuti.
Lasciami la mano, lasciamo questo posto, devo correre in stazione.
Ho il futuro che ha acceso i motori, c’è una porta aperta e non lo rimarrà a lungo.

No, davvero, non posso restare.
Non guardarmi con quegli occhi. Meno male che non parli!
E non metterti pure a parlare per dirmi di non andare,
che non potrei sopportare anche le tue parole.

Già mi basta quello sguardo pieno di nuvoloni.
Già lo sento dal freddo che ci avvolge, mentre il tempo corre.
E ho il cuore come mare in tempesta, se mi afferri il polso.
E le mie gambe sono pietra, finché mi trattieni ancora.

Fingi che io non esista, che sia solo una sconosciuta.
Che oggi, per caso, ti sei trovato in quel caffè e allora mi hai incontrata.
Come, dopotutto, ogni giorno intravedi tante persone e te ne innamori,
mentre stanno sedute a un tavolino a leggere un libro e sorseggiare caffè, come me.

Ma a me non amarmi, non farlo, ti prego, che il futuro non ci vuole.
E lascia stare la nota a piè di pagina che ho segnato a matita: “carpe diem“;
é solo roba antica, non la leggere, non mi ci fare credere.
É il frutto di un destino che di mestiere è sempre stato romanziere.

Forza, lasciami la mano, abbandona questa testa, sciogli il nodo dal mio cuore.
Sblocca le mie gambe, fammi tornare in un mondo dove non posso incontrarti.
Liberami dalla tua esistenza, liberaci dal nostro ricordo.
Fammi prendere quel treno, sì che voglio prenderlo, anzi, portamici tu.

E non guardarmi così,
smettila di guardarmi così,
che se lo fai, il piede rimane ancorato a questa terra.
Ed io ancora, ancorata a te.

e allora:
lasciami,
liberami,
abbandonami,
scioglimi,
Amore.

E ti prego di sbrigarti:
che io sono un’attrice, e recito solo il tempo di uno spettacolo.
Ma ormai è quasi sera: sento le forze esaurirsi, la mia maschera cadere.
Sto per rimanere nuda, e tu vedrai la mia vera faccia e i miei pensieri.

E allora ti dico che non voglio partire, non lasciarmi andare.
Che mentre la gente si saluta davanti a un treno che fuma in partenza,
noi teniamoci ancora stretti, e così saliamo sul nostro,
dal momento in cui mi baci, su questa panchina vista mare.

Poesia, Racconti & Poesie

In silenzio

Non dire niente e abbracciami.
Che questo basterà ad aggiustare tutto,
a rattoppare le ferite, a curare i graffi.
Il tempo, le scelte, le città
ci hanno portato lontano.
Ma fintantoché rimaniamo qui ad abbracciarci
siamo legati ancora, a un passo dai nostri cuori.

Abbracciami, in silenzio,
lascia parlare i nostri corpi.
Che melodia armoniosa, dopo mesi di arsura.
E finalmente noi, vicini,
-che bello poter dire vicini-
possiamo accarezzarci fin dentro l’anima
adesso che siamo così stretti.

Che sollievo, ora che mi abbracci senza parlare,
sento quasi ricomporre tutte le parole,
vedo colorare questa stagione dai toni freddi,
tocco con le mie mani il tuo corpo che ho sognato così da lontano,
ora che ci sei.

E allora stringimi, stringimi ancora, stringimi tanto forte,
da non permettere a questo abbraccio di sciogliersi,
nemmeno quando io sarò partita, ancora un’altra volta.

Pensiero e sentimento, Poesia, Racconti & Poesie

Parlarti

Ti parlo
tra chilometri e città
tra impegni e altra gente
tra feste
tra uscite
e risate finte.

Ti parlo
nelle sere fredde, da soli, dopo cena.
La mattina, appena sveglia, prima del caffè.
E poi in macchina, con quel drink di troppo
che mi intorpidisce il corpo,
ma risveglia le parole.

Ti parlo ancora
mentre guardo il cielo e la nuvola si allontana.
Davanti al mare, sui ciottoli che fanno male.
Guardando un film, quello che piace a te.

E tu non ci sei.

E vedi, il dramma è questo:
io ti parlo e tu non sei qua.
Eppure so che anche se lontano,
puoi sentirmi.

Ed è proprio per questa mia irrazionale certezza
che io continuerò a parlarti.

Pensiero e sentimento, Poesia

Una canzone che non esiste

É andata così,
vile, vile, vile che sono.
Lasciarti andare, vederti sempre più piccolo,
mentre rimango in silenzio.
Ma giuro che invece parlo, urlo, grido, scalpito
dentro di me, dove ribolle la lava.
E la rabbia e i rimorsi, quelli contro di te, quelli contro di te.

Chissà se fossimo due sconosciuti, chissà se ci fossimo mai messi a parlare.
Magari mi regaleresti nuovamente quello stupido fiore bianco,
e forse mi sposteresti ancora i capelli dal viso, chissà.
Ed io, stronza, probabilmente ti crederei di nuovo
e chissà se alla fine questo amore non si tramuterebbe sempre in dolore,
in una partenza, nella distanza.
Ed il silenzio che ritorna dentro le nostre urla.
E tu, io, i nostri abbracci sfumati in una coltre di sabbia.

Che cosa siamo noi, se non ricordi sbiaditi?
A che serviamo, amore? A che serviamo?
Siamo ormai delle foglie morte, rimasuglio di emozioni spente dalla pioggia torrenziale dei nostri ma.

E tutti quanti i perché, che come mura ci hanno bloccato il cammino.
E tu dove sei, adesso?
Ed io dove sono, adesso?
E scusami, scusami se le distanze sono incolmabili.
E scusami, scusami se non so dirti addio.
E scusami, scusami se ti ho ferito.

Ed è meglio così, che questa è solo una canzone che in realtà non esiste.

Pensiero e sentimento, Poesia

Sulla mia riva

Tu mi insegni a non guardare
e ad ignorarti piano piano;
l’indifferenza o presunta tale,
il chiudere la valigia dei ricordi.
In questo mare hai smesso di nuotare:
ritorni sulla tua riva e ti rintani dentro casa.
Ed io che ancora qui rimango ferma ad aspettare,
senza più distinguere la tua sagoma nel mare.
Lontani e distanti siamo noi due amanti,
lontani e distrutti sono i nostri vecchi sorrisi;
e il mio muore, si appassisce e si spegne del tutto,
mentre da me scivoli via.
E allora comincio ad imitarti,
e sempre più da te ad allontanarmi,
e a rintanarmi dietro quella porta sulla mia riva
di una casa che da adesso non è più la tua.

Poesia, Racconti & Poesie

Io

Una musica, una voce.
Delle fotografie dai toni azzurri e strade sconosciute.
Un profilo, un’ombra, Dibutade.
Delle corde pizzicate, dei tasti bianchi e neri.
Un profumo, gelsomini e il Narciso.
Un’isoletta sul mare.
Un terrazzo di una villetta di borgata e il cielo come tetto.
Una valigia celeste e tanti aerei.
Tre lingue, cinque città, due paesi.
Amici che sono tesori preziosi.
Quattro poesie, infiniti pensieri e tanti libri.
Passeggiate e musei, tra malinconia e immaginazione.
Due genitori come ancore.
Una barca che salpa tra le onde con il suo porto sempre nel cuore.

Io.

Poesia, Racconti & Poesie

Le stanze

Ho stanze per tutti nel mio cuore,
senza odio e né rancore.
E forse è vero che silenzi possono fare allontanare.
Ma nei pensieri, io riesco sempre a tornare.