Poesia, Racconti & Poesie

In silenzio

Non dire niente e abbracciami.
Che questo basterà ad aggiustare tutto,
a rattoppare le ferite, a curare i graffi.
Il tempo, le scelte, le città
ci hanno portato lontano.
Ma fintantoché rimaniamo qui ad abbracciarci
siamo legati ancora, a un passo dai nostri cuori.

Abbracciami, in silenzio,
lascia parlare i nostri corpi.
Che melodia armoniosa, dopo mesi di arsura.
E finalmente noi, vicini,
-che bello poter dire vicini-
possiamo accarezzarci fin dentro l’anima
adesso che siamo così stretti.

Che sollievo, ora che mi abbracci senza parlare,
sento quasi ricomporre tutte le parole,
vedo colorare questa stagione dai toni freddi,
tocco con le mie mani il tuo corpo che ho sognato così da lontano,
ora che ci sei.

E allora stringimi, stringimi ancora, stringimi tanto forte,
da non permettere a questo abbraccio di sciogliersi,
nemmeno per quando io sarò partita, ancora una volta.

Pensiero e sentimento, Poesia, Racconti & Poesie

Parlarti

Ti parlo
tra chilometri e città
tra impegni e altra gente
tra feste
tra uscite
e risate finte.

Ti parlo
nelle sere fredde, da soli, dopo cena.
La mattina, appena sveglia, prima del caffè.
E poi in macchina, con quel drink di troppo
che mi intorpidisce il corpo,
ma risveglia le parole.

Ti parlo ancora
mentre guardo il cielo e la nuvola si allontana.
Davanti al mare, sui ciottoli che fanno male.
Guardando un film, quello che piace a te.

E tu non ci sei.

E vedi, il dramma è questo:
io ti parlo e tu non sei qua.
Eppure so che anche se lontano,
puoi sentirmi.

Ed è proprio per questa mia irrazionale certezza
che io continuerò a parlarti.

Pensiero e sentimento, Poesia

Una canzone che non esiste

É andata così,
vile, vile, vile che sono.
Lasciarti andare, vederti sempre più piccolo,
mentre rimango in silenzio.
Ma giuro che invece parlo, urlo, grido, scalpito
dentro di me, dove ribolle la lava.
E la rabbia e i rimorsi, quelli contro di te, quelli contro di te.

Chissà se fossimo due sconosciuti, chissà se ci fossimo mai messi a parlare.
Magari mi regaleresti nuovamente quello stupido fiore bianco,
e forse mi sposteresti ancora i capelli dal viso, chissà.
Ed io, stronza, probabilmente ti crederei di nuovo
e chissà se alla fine questo amore non si tramuterebbe sempre in dolore,
in una partenza, nella distanza.
Ed il silenzio che ritorna dentro le nostre urla.
E tu, io, i nostri abbracci sfumati in una coltre di sabbia.

Che cosa siamo noi, se non ricordi sbiaditi?
A che serviamo, amore? A che serviamo?
Siamo ormai delle foglie morte, rimasuglio di emozioni spente dalla pioggia torrenziale dei nostri ma.

E tutti quanti i perché, che come mura ci hanno bloccato il cammino.
E tu dove sei, adesso?
Ed io dove sono, adesso?
E scusami, scusami se le distanze sono incolmabili.
E scusami, scusami se non so dirti addio.
E scusami, scusami se ti ho ferito.

Ed è meglio così, che questa è solo una canzone che in realtà non esiste.

Pensiero e sentimento, Poesia

Sulla mia riva

Tu mi insegni a non guardare
e ad ignorarti piano piano;
l’indifferenza o presunta tale,
il chiudere la valigia dei ricordi.
In questo mare hai smesso di nuotare:
ritorni sulla tua riva e ti rintani dentro casa.
Ed io che ancora qui rimango ferma ad aspettare,
senza più distinguere la tua sagoma nel mare.
Lontani e distanti siamo noi due amanti,
lontani e distrutti sono i nostri vecchi sorrisi;
e il mio muore, si appassisce e si spegne del tutto,
mentre da me scivoli via.
E allora comincio ad imitarti,
e sempre più da te ad allontanarmi,
e a rintanarmi dietro quella porta sulla mia riva
di una casa che da adesso non è più la tua.

Poesia, Racconti & Poesie

Io

Una musica, una voce.
Delle fotografie dai toni azzurri e strade sconosciute.
Un profilo, un’ombra, Dibutade.
Delle corde pizzicate, dei tasti bianchi e neri.
Un profumo, gelsomini e il Narciso.
Un’isoletta sul mare.
Un terrazzo di una villetta di borgata e il cielo come tetto.
Una valigia celeste e tanti aerei.
Tre lingue, cinque città, due paesi.
Amici che sono tesori preziosi.
Quattro poesie, infiniti pensieri e tanti libri.
Passeggiate e musei, tra malinconia e immaginazione.
Due genitori come ancore.
Una barca che salpa tra le onde con il suo porto sempre nel cuore.

Io.

Poesia, Racconti & Poesie

Le stanze

Ho stanze per tutti nel mio cuore,
senza odio e né rancore.
E forse è vero che silenzi possono fare allontanare.
Ma nei pensieri, io riesco sempre a tornare.

Poesia, Racconti & Poesie

Alchimia

Tu tienimi la mano,
Quando mi vedi
E intreccia le tue dita con le mie.
Fallo in silenzio,
Senza farti vedere da nessuno,
Perché quello sarà il nostro segreto;
Che mentre fuori appariremo come una mattinata di sole primaverile,
Dentro si scatenerà un uragano alchemico, pronto a trasformarci.
Allora tu, semplicemente, tienimi le mani
Che da quel solo tocco così intimo,
Sempre scaturirà l’abbraccio delle nostre anime innamorate.

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Tutte le parole che non trovo

Tutte le parole che non trovo sono da qualche parte in un punto della mia lingua; sono nate dal cuore e si sono depositate proprio lì, a un passo dalle labbra.
Tutte le parole che non trovo sento che si trovano da qualche parte nella testa, in un cassetto dentro un cassetto, dentro un armadio chiuso a chiave e coperto da un telo bianco.
Alcune delle parole che non trovo, sono venute fuori in un certo momento dalla punta della mia mano: sono atterrate su un foglio bianco che è stato ripiegato e ricordo che terminavano in rima.
Quelle parole che non trovo e che erano volate via, si trovavano da qualche parte su di una panchina che sapeva di salsedine e tramonti; e l’ultima volta che ci sono passata, già non c’erano più.
Tutte le parole che non trovo, e che dovevano arrivare alle tue orecchie, per raggiungere qualche parte del tuo di cuore o della tua testa, ero convinta che adesso si trovassero in mezzo al mare.  A quest’ora il vento doveva averle spinte lontano, togliendole a me, perché io ne sono rimasta senza.
Eppure le mie di parole, quelle che non posso più trovare, so che hanno trovato loro il modo per arrivare a te. E lo hanno fatto tramite queste pagine, tatuate sulla pelle di questo foglio, che in un giorno ventoso è venuto a poggiarsi nuovamente su quella panchina di salsedine dove hai deciso sederti ancora.

Poesia, Racconti & Poesie

L’effetto della calamita

Dentro i “come stai?”  si cela l’affetto.
Nei sorrisi, nei discorsi e negli sguardi.
Nella complicità del cercarsi,
nella facilità del trovarsi.
L’affetto è l’effetto della calamita.
L’attrazione che unisce due corpi.
Un ponte fatto di parole e abbracci dal calore intramontabile.

Poesia, Racconti & Poesie

Conversazioni secolari

Mi piace pensare che mi sei vicino
e che nel silenzio, dopotutto, noi ancora ci parliamo;
che se mi muovo di un passo oppure di un paese,
con la coda dell’occhio, tu rimani lì ad osservarmi cautamente.
Che se non mi vedi tornare, aspetti che io rientri a casa.
Che se non ti senti vicino al mio cuore, mi vieni a riprendere tra i pensieri.
Mi piace pensare che nel mezzo di tante strade,
persone,
impegni,
anni
e città,
tu abbia il tempo di chiederti come sto davvero;
di aprire la finestra della tua stanza per guardare fuori e,
chi lo sa,
sperare di vedermi passare, con i miei libri e le tante passioni.
Mi piace credere, sperare, immaginare,
sognare, creare, fantasticare
che mentre cammini a piedi nudi sulla spiaggia,
ti ricordi di me e delle mie conchiglie;
ti ricordi delle mille parole con in sottofondo le onde del mare
e poi le mie risate miste a qualche pianto.
Voglio credere che ogni volta che sentirai tra quelle strade il mio profumo,
che quel profumo possa ricondurti a me nonostante gli anni,
nonostante le persone,
gli impegni,
e tutti i discorsi,
compresi quelli non detti.
Mi piace pensarti con me, questa notte, che mi tieni per mano in questo nostro tipico silenzio che ci differenzia dal resto.
Mi piace pensarti con me, in quel letto, disteso al mio fianco, mentre continui a toccarmi delicatamente con i tuoi occhi.
Mi piace sentirti con me, adesso, prima che si faccia buio, che ascolti con il cuore le parole del mio canto.
Mi piace pensare che siamo qui ancora,
insieme nel mezzo di queste nostre lunghe e ininterrotte conversazioni secolari,
sospesi nel tempo,
sperando che il tempo non ci mostri mai la loro fine.