Pensiero e sentimento

Manifesto egoriferito

Mi piace vestirmi di bianco, con abiti lunghi, in ricordo di stili lontani. Agghindo il mio corpo con anelli, bracciali e orecchini, mentre la mente si impreziosisce di riflessioni e tanti libri, proprio come le donne hanno sempre fatto nel corso della storia. E con i capelli sciolti, spesso in balia del vento, continuo a richiamare in cuor mio quelle donne greche o egiziane, nell’attimo in cui si fermavano ad ammirare anch’esse il mare al tramonto.
Sono figlia di tante generazioni, di donne e di uomini di lingue diverse e passioni potenti.
Sono il frutto delle ere, delle età, dei pensieri, delle letture, delle melodie e delle terre che hanno calpestato.
Sono un granello di sabbia nella storia, al centro di altri granelli di sabbia che continueranno questa stirpe che perde le sue origini nel tempo.
Sono una Gradiva che avanza tra le rovine di Pompei; la fotografia in bianco e nero di una donna senza nome e con una storia dimenticata che ha bruciato le sue carni, toccando inconsapevolmente la psiche di chi l’ha succeduta.
E con queste riflessioni, mentre la gonna e la chioma continuano a ondeggiare al vento, fisso il mare dal terrazzo della mia casa.
Sono la figlia lontana di quella donna dal nome ormai perduto che si affacciava dal suo castello in attesa che il sole tramontasse dietro l’isolotto in balia dei flutti.
Sono il risultato delle scelte e dei destini di tutti coloro che mi hanno preceduta in un conto alla rovescia, in un viaggio a ritroso, tra le maree infinite del tempo.

15 pensieri su “Manifesto egoriferito”

  1. Questo racconto breve ma intenso mi è piaciuto tantissimo, ho proprio visto questa donna stagliarsi sulla riva del mare al tramonto con la tunica bianca e i capelli accarezzati dal vento. Sarà che ho molta fantasia, e vedo cose ad occhi aperti, sarà che ho cercato di narrare di donne simili, eterne, ninfe, muse, sirene, nelle cose che mi diverto a scrivere (L’odore di Danae e Più infinita del mare). Sarà che vivo a 5 km dalle rovine di Pompei e a due passi dalla Villa di Poppea. Soprattutto è la figura viva poetica antica che hai descritto magnificamente di questa donna che ha suscitato memorie e ricordi. Infine le maree infinite del tempo mi hanno riportato alla mente la bellissima immagine “d’un infinito di mari” di Emily Dickinson.

    Piace a 1 persona

    1. Sono felice del fatto che le mie parole siano riuscite a innestarsi nel bel mezzo di altre parole che, a loro volta, hanno dato forma a ricordi e fantasie di un passato remoto che in qualche modo ci appartiene e ci accomuna. Grazie per averlo condiviso e grazie per la citazione di Emily Dickinson che mi sta molto a cuore.

      Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...