Pensiero e sentimento

Scrittura automatica di fine inverno

Come una musica di un pianoforte che forma una scia di ghirigori e foglie nel suo viaggio tra i tetti fumanti delle case nell’inverno del nord.
E rapisce i miei pensieri, portandoli in sella verso una meta indefinita.
La malinconia non è altro che un metodo alternativo per conoscere il mondo.
La malinconia è e non è.
Presenza e assenza insieme.
Una musica che tocca lo spirito come fa una mano sul cuore ed ecco che l’anima sussulta e sorride.
L’amarezza non esiste, le note sono l’acqua che spegne il fuoco.
Il vento mi sospinge sempre più in là: più in là del mio letto, della mia stanza, della mia casa. E le città e tutte le luci di persone che corrono e si fermano e guardano il cielo.
Siamo fragili e forti: abbiamo ali e non le abbiamo. Abbiamo la capacità di trasformare la solitudine in un viaggio a cavalcioni di una scia di nuvole.
Ci riconosce solo chi sa volare.
Ci prende solo chi ha fermato la sua corsa, perchè arrivato alla meta.
E seppure la meta non ha ancora un nome, un volto o una definizione, ci consola solo il fatto che essa esiste e che io sto volando nel cielo pieno di stelle per raggiungerla, in attesa della sorpresa finale.
Questo viaggio si concluderà con un inizio. Supererò le strade ghiacciate e le notti gelide, supererò i campi congelati e le persone tristi.
Supererò la superficialità di attimi che fanno male; supererò il mio modo negativo di vedere che me li mostra neri.
Mi accosterò alla positività, mi terrò per mano, continuerò a guidarmi
e soltanto alla fine, soltanto all’ultimo passo,
all’ultimo colpo d’ali,
all’ultimo momento
finalmente  mi riposerò
nell’unico modo in cui da quel momento potrò fare:

con te accanto.

14 pensieri riguardo “Scrittura automatica di fine inverno”

  1. Ciao. Innanzi tutto grazie di essere passata dal mio blog.
    Scrivi in modo amabile, ma ricorda una cosa: non si arriva mai alla meta, nessuno mai ferma la propria corsa. La vita è, effettivamente, un viaggio ed il biglietto posseduto è per un percorso infinito con una tappa dopo l’altra ove cercare noi stessi in mezzo agli altri. Nessuno di noi intende fermare la corsa e la meta non è cosa nostra. A meno che, per meta, si intenda la morte. Ma, ovviamente, essa è cosa da relegare, ove possibile, nell’angolo più lontano dell’esistenza, della vita.
    Ti scrivo il giorno di Pasqua che mi auguro sia per Te giornata serena ed in buona compagnia.
    Su con la vita. Un abbraccio.
    banzai43, da Milano

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    1. Concordo pienamente su tutto, la vita è un viaggio che finisce solo con l’ultimo respiro, o almeno così mi piace pensare. Tutto il resto sono tappe riempite da tanti panorami diversi, che si stagliano davanti a noi a formare il Viaggio. E dopotutto, il mondo è bello perché è vario, no? Grazie ancora per questi bei pensieri.

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