Pensiero e sentimento

Due specchi

Occhi che parlano al posto mio.
Loro due parlano davvero troppo al posto mio.
Io sto in silenzio, ma a loro non ho saputo insegnare a fingere, a mentire spudoratamente come faccio con la voce tranquilla e con un sorriso.
Loro parlano, urlano, gridano, piangono. E allora li devo distogliere, portarli davvero lontano; davanti al mare, magari.
Eppure ci sono momenti in cui vincono, con la loro particolare volontà che è un po’ simile a quella del cuore, e guardano ciò che vogliono guardare, senza permettere alla testa di comandare. Succede che poi diventano sul verde, che si schiariscono e cambiano. Ed è proprio quando si mostra la loro natura cangiante, quando sembra che si stiano togliendo la maschera anche loro, che io sono veramente fottuta.

17 pensieri riguardo “Due specchi”

    1. In un mondo in cui la “maschera” è il terzo oggetto necessario quando si esce di casa, dopo le chiavi e il telefono, è confortante sapere che anche le maschere hanno due aperture per gli occhi. E proprio gli occhi sono quel qualcosa che nemmeno le maschere possono camuffare.

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  1. Pensa a chi invece sta di fronte ad un paio di occhi che vivono il momento di libertà che tu descrivi. Nei confini che si stabiliscono tra due persone, un momento del genere, se capito, sentito con il brivido di un tuffo emotivo, può creare degli squarci profondi, mai sondati fino ad allora. E tutte le parole dette in passato, le risate fatte, i litigi, assumono d’improvviso un senso diverso, un sapore denso e carico di sfumature. Un contatto visivo di qualche secondo può risvegliare così come tramortire.

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    1. Ma quant’è difficile trovare due occhi da leggere? E quant’è difficile trovarli con la capacità di leggere proprio i tuoi? É qualcosa di straordinario. C’è chi lo chiama “magico”, c’è chi cita la stessa fortuna con cui si vince alla lotteria e c’è chi cita in giudizio “l’anima gemella”, tornando sempre a parlare di amore. É vero, non per forza sono soltanto gli amanti a “leggersi”, ma mi piace pensare che questa sia una prerogativa proprio di chi è innamorato. Diciamo che può essere la prova che stai con la persona giusta, la prova che davanti a questa persona puoi spogliarti e metterti completamente nudo, essendo te stesso e che nessuno scapperà per questo. La prova che, dopotutto, anche se non siamo una mela o non siamo fatti a metà, una piccola metà di noi è davvero nell’altra persona. E tra le somiglianze o, paradossalmente, con le differenze, ci incastriamo alla perfezione. Superiamo la soglia, scendiamo ancora più giù, facendo luce su un mare nero che probabilmente l’altra persona neanche sa di avere e che scopre essere pieno di flora e fauna, che prima erano semplicemente nascoste.
      E tutto grazie a noi. Grazie a te o grazie a lei; grazie a due occhi che hai trovato in un giorno non troppo qualsiasi, per le strade del mondo.

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  2. Un personaggio, signore, può sempre chiedere ad un uomo chi è. Perché un personaggio ha veramente una vita sua, segnata di caratteri suoi, per cui è sempre “qualcuno”. Mentre un uomo – non dico lei, adesso – un uomo così in genere, può non essere “nessuno”. – Uno, Nessuno, Centomila – L. Pirandello.

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