Poesia, Racconti & Poesie

Il compromesso

Il compromesso è questo:
fammi ridere, ridere tanto;
leggimi poesie;
portami a vedere il mare.
Procurami una tela su cui dipingere
e dipingi accanto a me.
O se non vuoi: leggi, scrivi, suona,
purché io possa sentire che tu ci sia.
E quando poi la vita ci porterà ai lati opposti di questa strada,
ricordati e ricordami di chi siamo stati
e ad ogni notte che viene,
seppur soltanto col pensiero,
torna da me.
Soltanto dopo che tutto questo sarà accaduto,
io finalmente ti dirò che sono tua:
anche se, in realtà, già da sempre lo fui;
da ancor prima di vedere il tuo sorriso
sotto il tramonto del cielo di maggio.

Pensiero e sentimento

La lettera

Ed è rimasta questa lettera a nascondere gelosamente tante piccole poesie scritte a mano. Non la vedrà nessuno, non le leggerà nessuno, almeno finché le sue parole continueranno a urlare da dentro. Rimarrà conservata e così dimenticata tra i fogli di un diario scritto male.
Ma un giorno, chissà quando, qualcuno aprirà quel diario e si sorprenderà nel trovarla. E seppure non compaiano nè nomi e nè indirizzi, sarà chiaro a quel fortuito trovatore, a chi era rivolta.
Eppure, in cuor mio, pur senza sapere come nè quando, sono certa che quella lettera prima o poi arriverà al suo vecchio destinatario, perché nonostante i suoi tempi, il destino sa quando un incontro è scritto tra le sue pagine; pagine simili a quei fogli ormai ingialliti dagli anni e forse pure un poco sbiaditi, ma sicuramente mai cancellati da niente e nessuno.

Pensiero e sentimento, Racconti & Poesie

Servirebbe un giardino

Fisso la candela.
La fiamma sembra un pino infuocato, la cui punta vuole toccare il cielo.
Tutta la stanza odora di vaniglia mista al legno bruciato del camino.
Il riflesso danzante della fiammella riverbera sulle finestre: è un’allegra compagnia in questa notte di dicembre.
Mi ritrovo a scrivere nella solita e vecchia agenda una nuova storia, mentre una coperta di lana mi abbraccia.
Questa volta non sono io sola a immaginare il racconto, ma è la candela sul tavolinetto accanto a me, a suggerirmelo.
Fuori, le luci natalizie si confondono tra la neve. Un altro inverno, qui, nello Hampshire.

Chiudo gli occhi e, avvolta dal quel tepore alla vaniglia, visualizzo un giardino sul retro di una grande casa.
Per accedervi vi è una vecchia porta in legno, di quelle ormai rovinate dai secoli che cambiano.
Eppure, malgrado quella sua presentazione malridotta, una volta aperta, davanti agli occhi si presenta uno spettacolo tra il naturale e il sovrannaturale. Un piccolo Eden nascosto nel retro di una vecchia dimora inglese.
Camminando per un sentiero tutto ricoperto di foglie variopinte, riempie il cuore vedere la potenza della natura, capace di far nascere un semplice e meraviglioso fiorellino rosa, anche tra le fessure di due pietre che non vogliono separarsi.
Ancora più avanti c’è un ruscello: un piccolo ruscello che scorre libero e incontaminato dalla velocità del presente.
Stando in questo locus amoenus, non riesco a non pensare a quanto sia indispensabile trovarne uno, nella vita di tutti i giorni.
“Se solo riuscissi a conservare vividamente ogni ricordo, ogni profumo, ogni forma, ogni tonalità di colore. Allora sarei in grado di ricrearlo nelle sere di inverno, tornando dal lavoro, tra le strade trafficate della mia grande città”.
Sedendomi su un grande masso, circondato da un tappeto di erba verde e umida, prendo dalla borsa un taccuino; poi con la piccola matita che sono riuscita a trovare, eccomi a scrivere qualcosa e abbozzare un disegno: “Quando tutto sembra “overwhelming”, quando il presente ti avvolge tanto da stringerti i polmoni, senza lasciarti respirare, servirebbe un giardino.” Questo il mio pensiero. Servirebbe ossigeno per i nostri pensieri.
Amavo Londra, amavo mio marito, eppure qualcosa mancava nell’equazione. Il risultato non era perfetto, ma vi si approssimava sempre di pochissimo.
Quella piccola virgola mancante, cambiava stupidamente ogni cosa. Gettava ombre sul mio sorriso e percuoteva a intervalli dolorosi la nostra relazione.
Dicono che vivere a contatto con la natura aiuti a ricordarci chi siamo; e lo dico ad alta voce per rendermene conto davvero: siamo umani. E noi umani non siamo solo routine, non siamo solo razionalità: siamo fatti di sentimenti, emozioni, sensazioni e sogni. Servirebbe un giardino che contenga tutto questo. Servirebbe un giardino per ritornare a vivere; uno segreto da cui si vedono correre allegramente piccoli cerbiatti dalle macchie scure, mentre i passerotti saltellano tra un albero e l’altro, in una costante primavera.
Allora quel ruscello sarebbe l’immagine riflessa del nostro sangue che riprende a scorrere; e quei leprotti che scorrazzano allegri sarebbero in nostri pensieri, liberati dal recinto della nostra testa. E ancora quelle api, le nostre sensazioni che hanno ritrovato la curiosità di cambiare fiore e poggiarsi su qualsiasi altra cosa li richiami. E la farfalla, la delicata farfalla bianca che sbatte le ali, mentre sta lì, sul più alto girasole, ecco, in lei, il riflesso dei nostri sentimenti.
Puri, delicati, incorrotti e reali, come la candida farfalla che adesso volerà chissà dove.
Servirebbe un giardino per ricordarci che quello che ci manca nella quotidianità, lo ritroviamo solo dopo aver aperto una porta sgangherata, con una chiave antica quanto è antica l’umanità.
Un profondo respiro a pieni polmoni di ogni minima sfumatura di profumo di quel luogo magico e dopo quella sorsata di vita, il desiderio è quello di ritornare a casa. Però prima, soltanto un ultimo sguardo al tramonto; soltanto un ultimo sguardo al sole che brucia.

L’ultima scintilla della candela, mi ha richiamato a lei.
Non c’era più il suo riverbero sulla finestra e fuori aveva ripreso a nevicare.
Eppure il fuoco manteneva intatta la sua energia per scoppiettare, come i miei pensieri ancora al galoppo.
Chissà chi era quella donna che parlava attraverso i miei pensieri: ero davvero io o lo siamo tutti?
Chissà se è più riuscita a tornare a casa.
Chissà se avrà ripreso ad apprezzare quello che aveva, piuttosto che notare solamente quel poco che non possedeva.

E chissà dov’era quel giardino.
Servirebbe un giardino, un giardino segreto;
servirebbe un locus amoenus pronto ad accoglierci.
So solo che sto per raggiungere nuovamente il mio.
Spengo il fuoco, chiudo l’agenda, poso la penna, spengo la luce.
È una notte serena nello Hampshire.
Chiudo gli occhi e apro la porta di legno.

Buonanotte

Pensiero e sentimento

La bellezza dei paragoni banali profumati di serietà

Sei innamorata quando: è bello mentre sorride, è bello mentre è serio. È bello mentre mastica, mentre dorme, mentre riflette- o meglio tu credi che stia riflettendo, ma in realtà è solo imbambolato- ed è bello così. È bello pure mentre ce l’ha con te e ha gli occhi di fuoco. E tu pensi: “ma perché perdere tempo con ste liti, quando ti salterei addosso?”.
È bello anche mentre starnutisce.
È bello anche mentre inciampa, fa una giravolta, sbatte contro un palo e cade.

E così è anche con la Nutella, che non solo è bella quando è dentro il barattolo, ma anche quando è spalmata sul pane, dentro una torta o sulla pizza. Ma signori, in più è anche buona. Buona quando la si assaggia da un cornetto appena sfornato. Buona quando ritrovi quel pezzo di torta datato il tuo undicesimo compleanno, ancora sul tavolo della cucina; buona anche quando la torta è finita, ma comincia la missione e allora devi pulire il piatto da ogni impercettibile residuo rimasto. Buona quando la mangi e sei intollerante al latte e allora stai male – ma con onore-
, ma sopratutto è buonissima quando la dieta ti dice che dovete prendervi una pausa e tu la vedi lì, tristemente su quel ripiano, che sai che pensa a te. E secondo il codice di una relazione in crisi, resistere al suo richiamo, al tuo amore, è difficile. E quando la prendi- fanculo al dietologo- non solo pensi che il motto della Müller sia sprecato per la Müller, ma che puoi campare benissimo così. Magari con qualche mal di pancia e vestiti nuovi più larghi, ma benissimo così.

Ditemi se l’amore non si nota in queste cose, nelle cose che per chi non le ha mai sperimentate,susciterebbero la frase :”che schifo, il gelato fritto con la nutella dopo il sushi, no!”. Ma che ne sanno loro, che per amore me la mangerei pure sul sushi (ma senza pesce).
Ma che ne sa chi non è mai stato innamorato, che l’amore ti cambia la vista.
E il tuo ragazzo con la pancetta non lo cambieresti nemmeno con Brad Pitt e la tua Nutella, per amore, vorrebbe essere mangiata solo da te -bella, brutta, struccata, in carne, magra, paranoica, in qualsiasi modo tu sia- e da nessun altro componente della casa.

Ordunque, signori miei, ditemi se questo non è amore.

Poesia, Racconti & Poesie

Infinitamente amanti

Ed ecco i due amanti: Sole e Luna,
con la loro esistenza come un perpetuo rincorrersi.
Quando l’una insegue l’altro
o l’altra tende il braccio all’uno.

Ed ecco i due amori: Notte e Giorno,
la cui corsa li porta a sfiorarsi a malapena,
lì,
sulla punta delle dita della mano.
E lo fanno al buongiorno durante l’alba
e alla buonanotte, giunti al tramonto.

Ed ecco i due esseri separati e inseparabili: Luna e Sole
che si congedano ogni dì,
quasi allo stesso intervallo di ore,
quasi allo stesso intervallo di minuti,
nel loro tango che altera i secondi.

E allora si rincorrono,
si prendono,
si perdono
per toccarsi solo fugacemente in un circolo infinito.

In un lungo arco di tempo o per tutta la loro eternità,
persi tra i loro giri, passano le ere e cambiano le filosofie.
Eppure la loro spinta nel girare richiama lo stesso atavico proposito:
un continuo perdersi per un continuo ritrovarsi.
Un continuo ritrovarsi per un continuo perdersi.
È una fuga e un inseguimento.
È un amore che alimenta la loro ragion di essere e di esistere.

Giorno e Notte,
Sole e Luna.

Che più rapidamente e senza sosta si inseguono,
e più il cerchio si vede definito e compatto.
Dalla loro unione, nasce un figlio;
e accanto a lui si superano i giorni,
passano i nostri anni
e i tempi ci sorpassano.

Eppure prima di noi e dopo di noi,
mai si è dimenticato e si dimenticherà
che Alba, Dì e Tramonto
sono i tre fratelli divini
generati da una corsa infinita,
cominciata con il principio dell’esistenza di due amanti testardi.

Ed eccoli a voi:
Notte e Giorno
o
Sole e Luna.