Racconti, Racconti & Poesie

Destinazioni

Non ho preso nessun aereo per venire da te.
Non ho acceso nessun pc, comprato nessun biglietto.
Rimango qui, al mio posto, mentre tu te ne stai lì a contemplare il mondo, dal tuo.
Eppure con la testa ci sono salita mille volte su quel volo. Ho comprato mille biglietti e riempito molte valigie.
Altrettante volte ho sceso quelle scalette, ho preso il primo taxi, ho dato il tuo indirizzo al conducente e ho fatto mille respiri profondi, perché stavo per arrivare.
Poi giunta davanti al tuo portone, altre miliardi di volte mi sono rivista lì, a cercare di non tremare, senza neanche sapere bene cosa dire; quando prima lo stomaco, poi il cuore e dopo gli occhi mi avvisavano che c’eri tu, a comparirmi lì davanti.
Ogni santa volta tu mi spuntavi con la tua felpa con il cappuccio, lì, proprio su quel marciapiede, più stupito di me…e solo allora mi ricordavo che dopotutto ero io davanti casa tua, nella tua città che non era la mia.
E mille volte ancora qualcosa ci ha fatto abbracciare, così, contemporaneamente, sempre sotto le luci dei lampioni delle 9 di sera; mentre le coppiette si preparavano per andare al ristorante e nelle case, la gente si sedeva a cenare davanti alla tv. Noi due di fronte ad un androne che ad intermittenza si illuminava, si apriva, si richiudeva e si spegneva; in una parte di mondo che in quel momento sapeva di tutto, che era tutto.
Ed io e te così, vicini e complici, ad abbracciarci tra i nostri silenzi che erano immersi in mille e mille discorsi; che ne potevano sapere tutti quei passanti che ogni volta ci superavano e magari sorridevano per noi?
E come sempre, appena arrivavo lì, in quel punto di quella città che coincideva con le tue braccia, mi dicevo che quel biglietto per quel volo, anche quella milionesima volta, era valsa la pena comprarlo.
Eppure, come ti dicevo prima, amore mio, non ho mai preso nessun aereo con direzione fino alle tue braccia; non ho mai sceso quelle scalette, né mai tremato segretamente durante il tragitto sul taxi. Non ti sei mai stupito nel vedermi lì, avvolto nella tua felpa mentre passeggi il cane, e a nessun passante abbiamo mai ricordato qualcosa come: l’amore.
Io, dal canto mio, quando mi chiesero di scegliere, ho scelto la tua felicità e con essa, mi sono allontanata senza provare a voltarmi nella strada per Londra; che con la sua pioggia, fin da subito, mi ha abbracciata e capita.
E quindi sì, in fin dei conti, un biglietto l’ho comprato: uno un pò più scarno e poco conveniente che seppure mi ha portato via dal tuo abbraccio, è riuscito a condurre te qui, diretto al mio cuore.

1 pensiero su “Destinazioni”

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