Dialoghi, Racconti, Racconti & Poesie

Il telefono

Servirebbe un telefono, un semplice telefono per comunicare con luogo sconosciuto e molto lontano.
Uno di quelli senza fili, perché i fili non raggiungerebbero quella distanza.
La ricezione dovrebbe essere così tanto potente da riuscire a prendere, da farti sentire bene e squillante la mia voce o meglio, da farmi sentire di nuovo bene e squillante la tua.
Aprirei la rubrica o nella ricerca metterei il tuo nome, come si fa ormai con tutti i telefoni del mondo, e poi tasto verde: fino a che mi rispondi.
A-Sei tu?
B-E certo! Hai chiamato me!
A-Ma come, lassú prende?
B-E allora perché hai usato il telefono se non ci credi.
A-Beh, ma non mi aspettavo che rispondessi… Tanto che tra le mille cose che ho da dire, ho come il blocco per lo scrittore, non so da dove cominciare.
B-Parti dalle tue novità: anche se le so tutte.
A-Beh mi sono laureata.
B-Sí, lo so, brava!
A-Beh, mi sono laureata una seconda volta, ma non in Italia e ho pubblicato un libro di poesie che fortunatamente papá non ha letto (credo).
B-Sí, so anche questo.
A-Sai se non lo ha letto?
B-Quello non è compito mio dirtelo, ma so del tuo libro e del master.
A-Ah ok, giusto.
Ogni tanto penso che voglio tornare a casa, per rivedervi tutti. Ma poi ci penso meglio e quasi non vorrei tornare più.
B-Perchè?
A-Perchè tu non ci sei.
B-Che sei esagerata! E allora con chi stai parlando?
A-Sí, lo so… ma non è proprio la stessa cosa.
B-Nica, come vedi so tutto di te, anche molto più di quello che non racconti. Siamo qui che parliamo con questo telefono senza fili. E tu senti bene la mia voce, è vero?
A-Si, è vero.
B- Lo vedi che allora questo nuovo telefono che ho voluto, funziona? Se vuoi che funzioni, funziona.
La mia voce si sente bella e forte e la puoi sentire ogni volta che vorrai.
Che poi per te non sia la stessa cosa, è perché si tu l’esagerata!
A-Quindi ti potrò continuare a chiamare gratuitamente ogni volta che vorrò?
B-Gratuitamente non lo so, però servirà soltanto che avrai sempre il cuore disposto ad ascoltare. E comunque non mi chiedi come sto?
A-Giusto, scusami. Come stai? Ti trattano bene lassù?
B-Non mi posso lamentare e poi ho la vista migliore. La mia camera da letto da sul mare e vedo da qui l’Isola delle femmine.
A-Quindi rimani sempre in zona, dopotutto.
B-Sí, dopotutto. Ora se hai finito con l’interrogatorio io ritorno a vedere “Sentieri” (che, assurdo ma vero, da quassú prende da oltre trent’anni ) e tu devi tornare a studiare!
A-Signorsí! Prima di richiamarti, ti manderò  un messaggio la prossima volta: vediamo se arrivano anche quelli fin lassú! Adesso peró ricordati di chiudere con il tasto rosso la chiamata o sennò chiudo io.
B- Ave ca l’ho imparato, che posso insegnare io a te! Ciao Nica!

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